Normanni e ausiliari bizantini dell'XI secolo

All’alba dell’XI secolo il sud-Italia si presentava come una delle terre più ricche e prospere dell’Europa cristiana. La sua posizione al centro del Mediterraneo costituiva un netto vantaggio per le attività commerciali marittime, in particolare per quelle con il ricco Impero Romano d’Oriente e il mondo musulmano. Questi continui contatti avevano facilitato gli scambi culturali di cui è testimonianza, ad esempio, la ricca produzione artistica e scientifica. Non vi era, tuttavia, unità politica. Il Meridione era infatti diviso tra i bizantini, che dominavano le attuali Puglia, Calabria e Basilicata, i longobardi, padroni della Campania e i musulmani che da circa due secoli si erano impadroniti della Sicilia. Sulla costa campana, poi, sopravvivevano alcune città stato semi-indipendenti dal potere dell’Impero Bizantino. Ai periodi di tregua si alternavano necessariamente periodi di conflitto tra i diversi dominatori.

Clima mite, possibilità di arricchirsi con la guerra e di insediarsi in una terra prospera. Tutte caratteristiche che non potevano che far gola a dei mercenari provenienti dalla Normandia, terra in cui, invece, il potere si andava stabilizzando, con diminuzione, quindi, delle possibilità di fare bottino attraverso le campagne militari. I normanni si presentarono sul mercato bellico del Mezzogiorno prima come piccoli gruppi al servizio dei principi Longobardi. Con il tempo e le vittorie, il loro potere e la loro fama crebbe. Cominciarono quindi ad ottenere concessioni territoriali e, facendo perno su quelle, iniziarono l’opera di conquista a proprio titolo. Con il beneplacito della Santa Sede, avviarono diverse spedizioni militari in tutto il sud-Italia, durante le quale si scontrarono duramente soprattutto con le truppe dell’Impero Bizantino e con gli arabi di Sicilia. Alla fine dell’XI secolo, i normanni erano ormai i dominatori assoluti del Meridione.

Le raffigurazioni ce li presentano come feroci guerrieri, armati con elmi conici dotati di nasale, usberghi in ferro molto lunghi e scudi con la caratteristica forma “a mandorla”. La loro abilità a caricare in formazioni serrate e con la lancia sotto il braccio ne faceva terribili avversari anche in campo aperto. Alla ferocia, tuttavia, si combinava l’astuzia. Non passò molto tempo, infatti, prima che i guerrieri del nord apprendessero l’utilità di inserire nelle loro formazioni anche arcieri provenienti dal mondo arabo-bizantino, in cui l’arte del tiro con l’arco era molto avanzata. Anche per quanto riguarda gli equipaggiamenti e l’organizzazione militare i normanni risentirono del contatto con la formidabile macchina bellica dell’Impero Romano d’Oriente.

 Accanto al miles normanno “classico”, quindi, proponiamo anche figure come i turcopoli selgiuchidi, sbarcati con i bizantini in difesa delle loro terre, gli arcieri saraceni, provenienti dalla Sicilia, gli ausiliari longobardi e la fanteria pesante dell’Impero d’Oriente, armata di klivanion ed elmi con le caratteristiche pteruges.

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